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Scritto da Rete Per l'Autoformazione_Venezia
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16-17-18 maggio S.a.L.E. DOCKS venezia info:
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L’evento “Multiversity, ovvero l’arte della
sovversione” nasce da un lavoro congiunto della Rete per l'Autoformazione, di Uni.Nomade e S.a.L.E.
(Signs and Lyrics Emporium), tra una rete transterritoriale di
militanti e ricercatori impegnati nell’analisi critica dei temi della
contemporaneità e uno spazio autogestito, S.a.L.E. docks, nato alcuni
mesi fa a Venezia con lo scopo di intervenire praticamente sul terreno
della produzione culturale. Terreno che, non solo a Venezia, si è ormai
affermato quale ambito privilegiato per gli attuali processi di
valorizzazione del capitale.
Se infatti ci si concentra sull’arte contemporanea, tale indiscutibile importanza è riscontrabile su almeno tre livelli.
Il primo è quello del ruolo centrale che beni immateriali e saperi,
creatività e affetti, attitudini relazionali e comunicative vengono ad
assumere per le forme contemporanee del modo di produrre: la produzione
artistica non può sfuggire a questa centralità. Il secondo è quello
del rapporto tra produzione culturale e metropoli, dove l’intreccio tra
urbanistica e architettura, moda e design, arte e letteratura, in
quello spazio produttivo sociale per eccellenza che sono i bacini
urbani, diviene da un lato elemento cruciale nei processi di
soggettivazione attraverso i quali si costituisce la molteplicità di
forme di vita che li abitano, dall’altro fattore decisivo per definire
il posizionamento strategico di ciascuna area metropolitana nella
competizione economica tra città globali. Il terzo è quello del
rapporto tra mercato dell’arte e capitale finanziario: a livello
globale, banche e multinazionali sono tra i principali investitori in
un settore che appare oggi come l’unico a non essere neppure sfiorato
dalla crisi che investe il sistema mondiale della circolazione di
denaro.
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Scritto da Coord Collettivi Uniriot Pisa
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14 MAGGIO FACOLTA' DI LETTERE PALAZZO RICCI h: 18.00 CAFFE' LETTERARIO CON: ROSSO interverranno: VALERIO GUIZZARDI (autore di Rosso) e PAOLO POZZI (autore di Insurrezione) Negli anni ‘70 in italia compariva una nuova esperienza . Un’esperienza che vedeva negli ultrà di san siro dei ribelli e non più delle “foche ammaestrate”, che reclamava il proprio diritto alla cultura e alla merce con espropri ed autoriduzioni; che lottava per il “vogliamo tutto”. Era l’autonomia ed il suo giornale di punta era "Rosso". 15 MAGGIO ore 18.oo @ Lettere Palazzo Ricci presentazione di LA PARTE DELLA FORTUNA di Luca Casarini sarà presente l'autore a seguire reading di Elena Vanni e dibattito. "Un noir che attraversa il nordest della metropoli
diffusa e l’Emilia delle galere etniche....
Si gioca tutto al presente, nell’immediato, l’unico giudizio e’
costruito dai legami con i propri amici. La fortuna in questo gioco ha
sempre una parte importante." COMUNICATO SUL MAGGIO PISANO/Uniriot Pisa A partire da novembre 2007 è cominciata una mobilitazione di studenti, associazioni e collettivi contro la limitazione della possibilità di accesso agli spazi universitari per iniziative extradidattiche. In questi mesi abbiamo attraversato molte tappe, motivati ogni giorno dall’idea che l’università debba essere uno spazio libero e culturalmente variegato, in cui studenti e cittadini siano parte attiva nella costruzione di un sapere critico. Rivendicando liberi saperi in spazi liberati, cerchiamo di immaginare un’altra università, in cui le conoscenze tecniche di ogni corso di laurea si contaminino, ampliando le proprie possibilità di azione all’interno degli scenari di conflitto di un mondo globale. In questi mesi i nostri sogni sono stati sistematicamente banalizzati dalla governance dell’università, che pretende di discutere con noi unicamente di legalità e norme di sicurezza riguardanti la ”concessione” di uno spazio universitario per una manifestazione pubblica. Vai allo SPECIALE SPAZI
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Scritto da Uniriot Network
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VAI ALLO SPECIALE : 
REPORT DUE GIORNI ASSEMBLEARE A ROMA: Una due giorni importante e intensa ha aperto una nuova fase del percorso di Uniriot. È una fase definita da un allargamento estensivo sul territorio e nelle università e al tempo stesso da un passaggio di maturità e di avanzamento a partire da due cardini del nostro agire: centralità dell’autoformazione e del reddito. È dunque anche un processo di forte intensificazione quello che si apre, in un progetto di investimento politico nelle università che si pone l’obiettivo di allargare gli spazi della mobilitazione e della radicalità già a partire dalle possibili occasioni di conflitto dei prossimi mesi e dalle riforme che verranno: i nostri desideri e le nostre vite hanno bisogno di tempi, spazi e saperi autonomi! La crisi strutturale dell’università italiana è ormai sotto gli occhi di tutti, e anche i più accesi sostenitori delle riforme (e i riformatori stessi) hanno ormai chiaro il fallimento di quella che avrebbe dovuto essere l’università “all’altezza” del nuovo mercato del lavoro e delle trasformazioni produttive: è in realtà una fabbrica di precari, parassitata dalle aziende e definanziata in forma bipartisan dai diversi governi. |
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Scritto da SP2 collettivo Scienze Politiche Roma
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-19 maggio ore 15 sala prof autogestita 5 incontro di autoformazione
"La democrazia come concetto della crisi"
presentazione del libro “Perché non ci odiano” con l’autore LeVine, su Huntington e Fukuyama . (SP)2
"Che cos’è la democrazia? Possiamo intendere la democrazia solo attraverso il meccanismo rappresentativo oppure è possibile pensare altre forme di decisione democratica? Il governo, il parlamento, la repubblica sono veramente gli unici paradigmi attraverso cui leggere la democrazia? La decisione comune, l’opinione pubblica, la cooperazione, il multiculturalismo, la nuova sfera dei diritti in che modo hanno inciso sul funzionamento democratico? Vogliamo porci queste e molte altre domande per cominciare a tracciare una linea di fuga dalle generalizzazioni e dai luoghi comuni che avvengono in tutte le discussioni sulla democrazia. Abbiamo cominciato a farlo insieme a Mario Tronti, a Dicembre, quando dal pensiero di due antidemocratici per eccellenza (Lenin e Schmitt) abbiamo analizzato il valore di questo concetto che troppo spesso è solo un vuoto contenitore. E vogliamo continuare a farlo ponendo l'attenzione sul pensiero di alcuni autori del ‘900: Hanna Arendt, Jurgen Habermas, Samuel Hungtinton, Francis Fukuyama, Antonio Negri…" |
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Scritto da Uniriot Perugia
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Varie accezioni del concetto di sicurezza
Martedì 13 Maggio Seminario di autoformazione 1.2 "TRASFORMAZIONE DELLE POLITICHE SOCIALI E GERARCHIZZAZIONE DEL MIGRANTE" Interviene Alberto De Nicola Ore 16:30 Aula A Facoltà Scienze Politiche e Economia, Perugia Dopo il primo seminario in cui abbiamo "navigato" nel pensiero di Foucault attraverso, soprattutto, i corsi al Collège de France ora decliniamo il concetto di sicurezza dal punto di vista economico e delle politiche sociali Cerchiamo di capire alcuni aspetti dell'economia politica, del sapere principale del capitalismo. Sia attraverso lo studio di alcune norme giuridiche, della loro funzione di normazione negativa dei comportamenti, sia delle possibilità di mobilità dei lavoratori. Cercare di vedere il governo dei viventi attraverso la figura del migrante. Qui é interessante l'analisi di Yann Moulier Boutang in "Dalla schiavitù al lavoro salariato" che mette in relazione le politiche sulla manodopera e la loro mobilità, l'esigenza di avere a disposizione lavoratori disciplinati e lasciare gli spazi di libertà tipici del biopotere. In questa cornice vedere sia la costituzione del welfare state che del contratto salariato standard come nuovi mezzi per trattenere i lavoratori nei sistemi produttivi nazionali, ma che sono stati costruiti dopo la "fuga inarrestabile" dei lavoratori dalle forme di lavoro coatte. |
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Scritto da Lab Aut Of_Lettere Roma
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ATTO TERZO: mercoledi 14 maggio ore 15 Aula6 Lettere.
Il testo come espressione del rifiuto del lavoro: "Gli invisibili" di N.Balestrini e "Insurrezione" di P.Pozzi.
Con Paolo Pozzi, a seguire reading con Sergio Bianchi
estratti on air da Radio Alice Invisibili sono questi soggetti perché inafferrabili, esseri inmutazione, metamorfosi in atto: ma oggi che dire di questi invisibili(ed anche di questo romanzo) se non che non si tratta più di una storiaantica e dismessa quanto invece di una tendenza attualissima, alloraintravista e poi percorsa nel suo divenire? A partire da Gli Invisibili di Belstrini e da Insurrezione di Paolo Pozzi riprendiamo il percorso seminariale su testo e conflitto, su narrazione letteraria, immaginario e conflitti sociali.
I seminari di autoformazione producono conflitto all’interno della fabbrica del sapere, eccedono le mura della cittadella accademica moltiplicandosi e diffondendosi nella metropoli, sono strumento potente di condivisione di saperi, vivi e autonomi, sono questo e tanto altro. In questo altro c’è anche la capacità di sperimentare, aprire nuovi campi di possibilità che mettano a valore competenze specifiche per attraversare le frontiere costruite dalle discipline accademiche. Con questo seminario vogliamo sperimentare appieno la non-disciplinarietà del sapere come pratica di rottura dei confini epistemici. Non ci interessa studiare genericamente la produzione letteraria italiana a partire dagli anni ’50, ma piuttosto la narrazione dei conflitti che in questo periodo storico hanno portato a radicali ristrutturazioni del sistema produttivo. Il seminario analizzerà la trasformazione delle singolarità a partire dalla produzione di testo come presa di parola per creare linguaggio, come discorso comune che sovverte l’esistente: il testo come luogo del conflitto. |
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Scritto da Collettivo Scienze Politiche
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Mercoledi 14 Maggio h 11 davanti a ScienzePolitiche CRITICAL MASS FUORI DAL CONTROLLO
Abbiamo segnalato nelle settimane scorse la presenza di nuove
telecamere nelle aule e in tutta la facoltà di Scienze Politiche,
oscurandole per denunciare la preoccupante volontà da parte di chi
governa l'Ateneo di spiarci e controllarci mentre andiamo a lezione,
studiamo, ci confrontiamo... spendono decine di migliaia di euro per
sorvegliarci come se fossimo in un carcere, con tanto di guardie armate
piazzate davanti ai portoni, mentre l'Università va a rotoli! Evidentemente siamo solo all'ennesimo capitolo della paranoia
securitaria che ormai pervade ogni luogo delle nostre esistenze, dove
privacy ed ogni genere di diritti e libertà vengono violati con il
pretesto di garantire ORDINE E SICUREZZA. Lo stesso clima ha fatto da
sfondo all'omicidio di Nicola Tommasoli a Verona, dove l'ossessione
securitaria fomenta e giustifica le azioni squadristiche dei neofasciti
per imporre la loro idea di decoro: città ripulite da qualsiasi forma
di vita reale, di conflitto, di libera espressione di pensiero e
movimento per sostituirle con omologazione silenzio e rassegnazione. |
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