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Blocco della didattica subito!
Scritto da Rete per l'autoformazione Roma   
lunedì 22 settembre 2008

CONTRO I TAGLI DEL GOVERNO ALL’UNIVERSITA’
BLOCCO DELLA DIDATTICA SUBITO!


ImageRoma: Circa un centinaio di studenti ha partecipato oggi al sit in di protesta in occasione del primo senato accademico e del primo giorno di elezione del nuovo rettore della Sapienza. Un primo segnale per mettere alle strette il senato accademico:BLOCCO DELL'ANNO ACCADEMICO , SUBITO!Nelle prossime settimane si terranno assemblee nelle varie facoltà dell'ateneo.

Martedi 23 settembre ore 14 SIT IN davanti al rettorato della Sapienza, Piazzale della Minerva, città universitaria.

ImageIn occasione del primo senato accademico dell'anno, contro la riduzione (da maggio a gennaio) dei tempi utili per laurearsi entro l'anno accademico senza quindi dover ripagare le tasse, contro i tagli del governo, per il blocco e la sospensione della didattica e dell'anno accademico!

Vai all'articolo di Repubblica sui tagli.

Rete per l'autoformazione, Anomalia Sapienza, Coordinamento dei collettivi

Comunicato:

La Sapienza, estate 2008. Si discute dei tagli previsti dalla finanziaria del nuovo governo: ulteriori tagli, a questo punto forse definitivi, nei confronti dell’università e della ricerca. Non è una riforma organica, ma un attacco mortale alla formazione e all’università pubblica a colpi di decreti legge, di misure interne alla finanziaria, di riforma dell’ordinamento didattico.

 I tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, il blocco del turn-over del personale docente (traduciamo: i baroni restano al loro posto e i precari pure), e la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato sono i tre elementi principali che investono l’università. Proprio lungo queste direttrici, il decreto 112, pur non costituendo una riforma esplicita e organica, modifica strutturalmente il sistema della formazione universitaria.

A questa manovra, non ancora legge, la prima risposta immediata del mondo universitario era stata esplicita e radicale: “Misure inaccettabili, attueremo azioni di protesta, bloccheremo l’inizio dell’anno accademico” avevano promesso rettori, presidi e docenti riuniti alla Sapienza lo scorso 21 luglio, ricordando che questi tagli avrebbero costretto tutti gli atenei ad un vertiginoso aumento delle tasse.
Oggi il Dl 112 è legge: così i meccanismi di distruzione dello stato sociale, di attacco nei confronti dell’università pubblica, i filtri dell’ inclusione differenziale e i blocchi nei confronti della mobilità studentesca tentano di ridisegnare l’università della riforma fallita, del 3+2 infrantosi tra le incapacità di governo e la sottrazione ai tempi massacranti e alla dequalificazione della didattica da parte degli studenti.
Un’università, quella italiana, stretta tra uno strutturale definanziamento e il fantasma delle privatizzazioni: disinvestimento pubblico e nessun interesse all’investimento da parte dei privati i quali – da sempre disinteressati a formazione e ricerca –con le defiscalizzazioni  potranno semplicemente godersi gli incentivi regalati dal governo.

La riforma dell’ordinamento didattico sta producendo, specie nelle facoltà umanistiche, un irrigidimento e un’ulteriore riduzione dei margini di autonomia nella gestione dei piani di studio e del proprio percorso formativo, mentre la stretta sui tempi utili per laurearsi avvenuta tra lo scorso anno e questo qui alla Sapienza rappresenta un gravissimo attacco ai tempi di vita e all’autonomia degli studenti.
Ridurre da maggio a gennaio il tempo utile per laurearsi entro l’anno accademico (e quindi senza ripagare le tasse!) è un ricatto inaccettabile contro il quale ci mobiliteremo e fin d’ora riteniamo necessario che il termine di maggio venga ristabilito in tutte le facoltà.

Oggi siamo qui come primo momento di mobilitazione contro i tagli del governo aprendo un  percorso che ha visto già prese di posizione nelle università italiane ed espressione di dissenso contro queste misure volte a distruggere l’università pubblica, così some per altro sta avvenendo nel mondo della scuola (dove le proteste sono all’ordine del giorno).
Siamo qui per ricordare a questo senato accademico i proclami estivi, per ribadire che di fronte ad un attacco di questa portata bloccare la didattica sospendendo l’inizio dell’anno accademico come preannunciato rappresenta una minima ma necessaria presa di posizione, per dire che iniziamo a mobilitarci in tutte le università! Non farlo, prima ancora che pavidità, si chiama suicidio del sistema formativo. Blocco immediato, senza se e senza ma: da oggi in avanti, questa è l’unica cosa che vogliamo sentire da voi.


Anomalia Sapienza, Rete per l’Autoformazione, Coordinamento dei collettivi


Ultimo aggiornamento ( lunedì 29 settembre 2008 )
 
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