| L'Onda Napoletana verso il 12 dicembre |
| Scritto da Onda Anomala Napoli | |
| mercoledì 10 dicembre 2008 | |
Alle lavoratrici e ai lavoratori, Alle studentesse e agli studenti medi, Alle precarie e ai precari, Ai disoccupati e alle disoccupate, Alle migranti e ai migranti, Ai movimenti in difesa dei beni comuni e dei diritti civili, Ai sindacati che promuovono lo scioperoQuest'appello nasce dal forte desiderio di parlare a tutte/i coloro che credono che il 12 dicembre sia una giornata in cui i movimenti possano davvero scompaginare gli equilibri sociali e politici del paese, continuando il virtuoso processo di ricomposizione dell'opposizione sociale iniziato già nelle piazze del paese in questo autunno. Lo sciopero generale è certamente un risultato importante determinato anche dalla grande forza espressa dal movimento studentesco dell'Onda, ma non basta se non riusciamo a confrontarci con la sfida di intrecciare e unificare le lotte sociali, per il lavoro ed il reddito, in difesa dei diritti civili e dei beni comuni. Adesso, certo, siamo in grado di osare una sfida di tale portata, come ormai da anni non accadeva. Sono stati proprio gli studenti/esse a dimostrare, in questi mesi, che è possibile uscire dall'angolo, di ridare fiato all'opposizione sociale, imponendosi sulla scena politica del paese con uno slogan che enuclea già un programma di generalizzazione del conflitto sociale. "Noi la crisi non la paghiamo": definisce già un "noi", ossia chi la
crisi fino ad oggi l'ha sempre pagata (studenti, lavoratori,
disoccupati, migranti, precari…), e, al contempo, ridefinisce un
discorso chiaro, un concetto che non desta dubbi: la crisi la paghi chi
l'ha prodotta! Partendo da queste brevi considerazioni, invitiamo tutte/i a fare un passo indietro per generalizzare davvero lo sciopero del 12 dicembre ed a costruire tutte/i insieme una piazza di movimento (p.zza Mancini) che diventi la piazza dell'opposizione sociale al governo, alle politiche neo-liberiste e al piano anti-crisi. Costruiamo insieme alcuni punti che pensiamo siano fondamentali per trovare un' unità quel giorno. Ne individuiamo qui alcuni. Siamo fermamente contrari alle leggi 133, 137 e al ddl 180, al pacchetto Treu ed alla legge 30 (fortemente volute dai governi di centro-destra e centro-sinistra), alle politiche di smantellamento del welfare, alle politiche securitarie di segregazione e discriminazione dei migranti, alle politiche di devastazione ambientale e di svendita dei beni comuni che soprattutto nella nostra regione hanno portato allo stupro di un intero territorio, all'aumento della spesa militare, alle politiche ed alle pratiche xenofobe e razziste. Ci auspichiamo che nei prossimi giorni, ed a partire dall'assemblea di martedì 9 dicembre, si produca una discussione ampia e proficua intorno a questi punti. Rinnoviamo, quindi, l'invito a moltiplicare i momenti di confronto così da far divenire il 12 dicembre una grande giornata di lotta e di vera generalizzazione dello sciopero. Siamo certi che le istanze sociali che, oggi, irrompono nell'agenda asfittica della politica italiana non siano inscrivibili nel quadro classico della rappresentanza delle lotte. Abbiamo mostrato la nostra irrappresentabilità perché pensiamo che la cosa più importante sia quella di parlare a tutte/i, a lavoratori, disoccupati, precari, studenti, migranti, ecc: con una sola voce in grado di amplificare tutte le nostre rivendicazioni, proseguendo questo percorso di lotta e di unità necessariamente oltre il 12 dicembre. Invitiamo a costruire con il movimento studentesco dell'Onda una piazza dei movimenti reali, dei lavoratori tutti, dei precari, dei disoccupati, dei migranti, delle cittadine e dei cittadini che difendono la salute, l'ambiente, i beni comuni ed i diritti civili, delle esperienze di autogestione. Convinti che questo sia solo l'inizio... |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 10 dicembre 2008 ) |










