| NO AL PACCHETTO SICUREZZA |
| Scritto da Lettere In Onda | |
| domenica 25 gennaio 2009 | |
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Non abbiamo paura: make border history!
Mercoledì 28 gennaio ore 15 Aula6 Lettere La Sapienza assemblea dibattito "Politiche securitarie e libertá di movimento": con Salvatore Fachile (avvocato della Rete Impronte) e alcune meditrici culturali migranti. Qui di seguito il comunicato di lancio dell'iniziativa di Lettere In Onda: In
questi giorni il parlamento sta approvando una serie di provvedimenti
che andranno a costituire il cosiddetto “pacchetto sicurezza”. Un
insieme di misure legislative che prima di tutto renderá impossibile la
vita dei migranti: non potranno piú sposarsi e inviare i soldi a casa,
riconoscere i figli e andare al Pronto Soccorso senza essere
denunciati. Pesanti misure nei confronti dei migranti, e di tutt*
coloro che eccedono e si sottraggono ai processi di normalizzazione
razzista in cui ci vorrebbero schiacciare. L’imposizione di una tassa per la richiesta o il rinnovo del permesso di soggiorno, e l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nello Stato, impongono ai migranti una condizione di illegalitá, una forma di razzismo praticata strumentalmente. La logica che attraversa queste misure legislative, identifica la sicurezza con il controllo sociale che impone nuove norme: la gestione delle piazze e delle strade attraverso un uso massiccio delle forze dell’ordine, la criminalizzazione degli studenti che in questi mesi hanno dato vita ad imponenti manifestazioni e continuano a far vivere l’universitá attraverso la sperimentazione delle decisione collettive. Migranti, studenti, precari, chi vive e fa vivere le strade, chi partecipa attivamente ai conflitti e alle lotte sociali, ma anche, perfino, chi vuole solo bere una birra per strada. NO AL PACCHETTO SICUREZZA ROMA 31 GENNAIO ORE 15 PORTA MAGGIORE Lettere in Onda |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 28 gennaio 2009 ) |










All'interno
del percorso di mobilitazione contro le leggi liberticide che
colpiscono migranti, studenti, "giovani" all'interno di una pericolosa
deriva securitaria, verso la