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TORINO. CARICHE ALL'INTERNO DELL'UNIVERSITA'
Scritto da torino   
giovedì 17 maggio 2007

Image14 maggio 2007_Università di Torino

L'università di Torino, Palazzo Nuovo, ha dovuto assistere al tentativo da parte dei fascisti del fuan di fare rivoltante propaganda razzista, xenofoba e omofoba in occasione delle ricorrenti elezioni universitarie.Comunicati di solidarietà .

 Elezioni universitarie che si prospettano come la solita spartizione di una torta da seicentomila euro l'anno fra partiti ed associazioni, le quali fanno la loro comparsa solo per chiedere il voto, dileguandosi durante il mandato, attaccandosi al cadreghino e limitantosi a fare il loro lavoro burocratico, di gestione dell'azienda universitaria.

I fascisti sono entrati alle 7:30, usando l'inganno, sotto l'occhio compiacente della polizia, che gli ha permesso di compiere questo blitz. Antifascisti ed antifasciste dell'università non hanno potuto tollerare questa provocazione. La risposta, infatti, non si è fatta attendere. I collettivi universitarisi sono trovati sul luogo e hanno trovato la polizia che sbarrava l'entrata a principale costringendo  ad entrare da porte secondarie. Immediata è stata la formazione di un presidio da parte non solo dei collettivi ma anche di tutti gli studenti che presenti nell'ateneo per svolgere la normale vita universitaria, si sono trovati davanti ad una militarizzazione completa della struttura.

Il presidio, composto da circa 200 persone e munito dello striscione "Fuori i fascisti dall'università", ha chiesto alle forze dell'ordine di far uscire i fascisti fuori dall'università, improvvisando una barricata e ricevendo solo provocazioni e insulti dagli agenti. Appena gli studenti antifascisti erano diventati un numero considerevole, è partita una carica, a cui è seguita una vera e propria caccia all'uomo. Durante la carica si è assistito a violenze perpetuate da agenti sempre troppo zelanti quando si tratta di difendere i camerati. Fra i contusi si contavano pure lavoratori oltre che studenti che stavano uscendo da lezione proprio in quel momento. Intanto i fascisti, una decina di individui nostalgici, sono stati scortati fino all'esterno.

Successivamente la forze di polizia si sono ricompattate e sotto la spinta degli antifascisti/e sono usciti da Palazzo Nuovo, ricevendo l'ironico applauso dei manifestanti e l'odio per l'abuso compiuto. Il presidio antifascista si è ricompattato anch'esso sulle scale dell'entrata ed è partito in corteo verso il rettorato, per chiedere spiegazioni dell'accaduto al primo responsabile, il rettore Ezio Pelizzetti. Il corteo ha trovato nuovamente sulla sua strada lo schieramento delle forze di polizia, ma la determinazione degli antifascisti/e ha permesso di conquistarsi via Verdi.Una delegazione è stata ricevuta dal proprettore Sergio Roda che oltre esprimere indignazione non ha volutto riconoscere la responsabilità dell'accaduto da parte delle istituzioni accademiche". In realtà le responsabilità ci sono e sono pure pesanti. La polizia non avrebbe potuto entrare dentro l'atrio se non con una autorizzazione da parte del rettore, che evidentemente ha barattato la militarizzazione dell'università in cambio della garanzia del "libero svolgersi delle elezioni" e del diritto di "tutti" ad esprimersi. Anche quando dietro questi tutti si nasconde un gruppuscolo di estremisti di destra che si rifanno esplicitamente al partito fascista e alle organizzazioni nere del dopoguerra.

Pubblichiamo il volantino distribuito oggi:

NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI

 

In questo periodo, anche chi è transitato solo per poco nell'università, è stato letteralmente bombardato da una campagna pervasiva per le elezioni universitarie. Gruppi, più o meno di studenti, tutti facenti capo a sigle di partito o sindacali, hanno tappezzato di manifesti e slogan che non esprimono nulla, le strutture dell'ateneo. Ancora di più, quest'anno, sono state pubblicizzate le elezioni di per sé, da una università che vuole coprire le propri vergogne dietro la farsa di un finto processo democratico. Ma cosa c'è realmente in gioco? Sembra banale dirlo ma, come spesso accade in questi casi, l'unico interesse che spinge gruppi, altrimenti invisibili (dove erano quando c'era da difendere l'università dalla riforma Moratti?), sono i soldi. In palio ci sono seicentomila euro l'anno che nel tempo sono sempre stati destinati a associazioni prestanome di quei gruppi che hanno vinto la partita. Tutto questo avallato da chi dirige l'università a livello torinese e italiano, contenti di intrattenere un dialogo con una controparte studenesca che pretenderebbe di essere “rappresentativa di un intero corpo studentesco”, ma che di fatto non esprime altro che atoreferenzialità e interessi di partito. Non a caso, ogni decisione che viene presa all'università passa sopra la testa degli studenti senza un minimo coinvolgimento, non ultima la decisione di cambiare il sistema di tassazione che ha creato tante situazioni difficili per tanti di noi.

Ma ci sono ragioni, se è possibile, ancora più gravi che ci portano ad opporci a questa farsa. In queste occasioni il Fuan, un gruppo di estrema destra, si guadagna lo spazio per farsi pubblicità. Tirandosi a lucido e presentando la faccia pulita da bravi democratici, questi individui vogliono in realtà nascondere le nefandezze che sono alla base del loro agire politico. Un agire politico fatto da saluti romani, croci celtiche, insulti e provocazioni razziste e ogni altro tipo di infamia che segna la loro chiara proveninza neofascista. Come questo febbraio quando loro hanno espresso solidarietà attiva alle organizzazioni che portavano avanti provocazioni nazi-fasciste, come il corteo di fiamma tricolore e un dibattito revisionista sul valore espresso dalle wafen ss, invitando addiritura Forza Nuova, promotrice del dibbattito neonazista, a una assemblea. Si potrebbbe ricordare quando hanno cercato di promuovere iniziative che andassero contro il verdetto della storia sancito il 25 aprile, cercando di cancellare il significato di quella giornata. Tutti i loro scritti sono pieni di odio fascista, che inneggia alla violenza nera, del ventennio ma anche degli anni del dopoguerra. Se ancora ci fosse bisogno di sottolineare la chiara connotazione politica che esprimono si potrebbe citare tutte le volte che hanno provato ad entrare a Palazzo Nuovo per inscenare una schifosa commemorazione della marcia su Roma. Fortunatamente, in una città medaglia d'oro alla resistenza come Torino, l'università ha ancora una carattere fortemente antifascista, tanto che più volte collettivi e gruppi di studenti si sono opposti con fermezza a tutte queste provocazioni: con il corteo che ha impedito la manifestazione di Fiamma questo febbraio, con l'opposizione immediata e spontanea all'entrata dei fascisti dentro l'università, con seminari autogestiti sulla resistenza e le nuove destre e con tante altre iniziative che non hanno mai dato la possibilità a ideologie tanto pericolose quanto idiote di attecchire sul tessuto sociale torinese.

Ma ancora una volta siamo tutti quanti chiamati in causa a difendere il suolo della nostra università. Abbiamo sempre inteso l'università come il luogo dove nasce la critica, dove possiamo provare a esprimere pratiche di autogestione dei nostri tempi e spazi, abbiamo pensato più volte che almeno all'interno degli atenei sarebbe bello portare avanti pratiche di riappropriazione di potere, così da decidere in modo partecipato quanto è giusto per noi. Ma il fascismo è precisamente la negazione di tutto questo. Non esprime altro che un principio ultra-autoritario contro la possibilità di critica; razzismo e xenofobia contro la possibilità di incontro delle culture, oltre che omofobia e tanta, troppa ignoranza. Quindi non possiamo permettere che idee di questo tipo entrino a contatto con la vita universitaria, ma dobbiamo opporci a chi le perpetua con la forza della nostra critica, con la diffusione della nostra cultura marchiata dall'antifascismo, ma, ancora di più, con l'utilizzo dei nostri corpi a difesa di tutti gli spazi che i partigiani ci hanno consegnato liberati.

Student* Antifascist*

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 17 maggio 2007 )
 
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