Nella notte tra il 14 e 15 dicembre, nel corso di una delle ormai putroppo note operazioni svolte dalla polizia danese di “arresto preventivo” (il cui solo nome già esprime la totale sospensione dello stato di diritto) sono state poste in fermo 210 persone, all'uscita di un dibattito con Naomi Klein e Michael Hardt organizzato dal CJA in preparazione della giornata “Reclaim Power” del 16 dicembre.
Uno dei fermati ,il dottor Luca Tornatore,non è stato rilasciato ma rinviato a processo. L'accusa nei suoi confronti su cui si è basata la convalida dell'arresto è quella di "aver aggredito con lanci e bottiglie" la polizia danese nelle vicinanze di Christiania, questo sulla base del solo verbale redatto dai poliziotti che affermano di essere certi del riconoscimento,in un'udienza in cui si è seguiti da un avvocato d'Ufficio e non è possibile avvalersi di nessuna testimonianza.
La decisione di confermare l'arresto di Luca è gravissima e conferma la volontà di accanirsi su di lui per la sua aperta e conosciuta partecipazione alla costruzione della presenza a Copenhagen della delegazione italiana, alla sua partecipazione attiva ai momenti di preparazione delle giornate danesi, è colpevole di unire l'analisi e l'apporto scientifico alle lotte portate avanti in prima persona, mettendosi in gioco, intervenendo ai cortei che si sono susseguiti in questi giorni, partecipando alle assemblee del Climate Justice Action, seguendo da vicino le iniziative e le manifestazioni lanciate dalle diverse realtà internazionali presenti.
Questo ha provocato subito e ovunque una grande mobilitazione per il suo rilascio, tra le iniziative un appello redatto a Trieste e Venezia nei giorni scorsi, che ha ricevuto ormai più di ottocentocinquanta adesioni, la prima di Margherita Hack, professoressa emerita di Astronomia dell’Università di Trieste,sconcertata dalla notizia.
Anche a Genova abbiamo voluto manifestare la nostra solidarietà a Luca richidendone il rilascio con un presidio itinerante, iniziato davanti al Consolato danese, dove è stato appeso uno striscione “Freedom for Luca Tornatore” e proseguito per il centro storico distribuendo ai passanti copie della petizione;a firmarla oltre all’Aut Aut 357 ,anche c.s.o.a Zapata, c.s.o.a Terra di Nessuno e Alberto Mazzoni collega e amico di Luca Tornatore.


