Pisa - Inaugurazione Anno Accademico: la contestazione di studenti e precari.

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(da pisanotizie.it) Ieri nell'Aula magna della Sapienza in occasione della cerimonia per il 666° anno dalla fondazione dell'Università di Pisa il blitz di studenti e precari al grido di: “Non c'è niente da festeggiare”. Dure critiche al Rettore per il suo atteggiamento nei confronti della riforma Gelmini e riguardo ai tagli ai servizi, in primis le biblioteche, attuati nel nostro ateneo. Pasquali, che non ha permesso agli studenti di intervenire, ha aperto così la sua relazione: “Da troppo tempo assistiamo a un attacco sistematico, mirato e coordinato all’Università pubblica”

"Non c'è niente da festeggiare". Con questo slogan studenti e precari del Tavolo delle Biblioteche hanno fatto irruzione nell'aula magna della Sapienza nel corso della cerimonia di inaugurazione del 666° anno dalla fondazione dell'Università di Pisa.


Con tanti cartelli ("Tenetevi le ali, ridateci i libri" - "Siamo tutti cherubini" - "Biblioteca: vessare bene prima dell'uso") , uno striscione con sopra scritto: "I conti non tornano, dovete ridarci il denaro", e tante forbici fatte di cartone, una quarantina di studenti e precari hanno interrotto la relazione del Rettore, Marco Pasquali, chiedendo di poter intervenire e spiegare le loro ragioni, raccontare quella quotidianità in cui il diritto allo studio e al sapere viene, di fatto, negato. Ma il Rettore, impassibile, è rimasto fermo davanti al suo microfono non concedendo la parola a coloro che sono il corpo vivo dell'ateneo. Così dal megafono alcuni studenti hanno preso la parola attaccando la politica di Pasquali sia sul piano nazionale che su quello locale: "Un anno fa il Rettore provava a cavalcare la protesta, oggi invece la CRUI (la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) si è accordata con la Gelmini per potersi dividere le briciole e non si sente più nessuna voce contraria a una riforma che sta distruggendo l'Università pubblica".

Ma dure critiche sono arrivate anche sulle scelte che il governo dell'ateneo ha preso in questi anni a partire dai pesanti tagli al sistema bibliotecario di ateneo.

"E' inaccettabile - ha detto un lavoratore esternalizzato delle biblioteche - che qui si facciano cerimonie e si consegnino onorificenze, mentre noi lavoratori da lunedì avremo un orario settimanale ridotto a sedici ore, il che equivale a uno stipendio di appena 400 euro al mese. Inoltre, sempre dalla settimana prossima, entreranno in vigore i nuovi orari di apertura delle biblioteche, con pesanti riduzioni. Tutte le biblioteche chiuderanno alle 18:00, a eccezione di quelle di Scienze e di Storia e Filosofia, grazie anche alle nostre proteste. Importanti strutture come quelle di Ingegneria ed Economia vedranno così ridotta pesantemente la possibilità di accedervi. Inoltre il sabato mattina tutte le biblioteche resteranno chiuse".

Si percepisce nell'aula la distanza profonda tra chi governa l'ateneo e chi vive e lavora nell'Università. "Paghiamo sempre più tasse - afferma uno studente - mentre i servizi diminuiscono". Da parte dei ricercatori precari viene sottolineato come sia stato drasticamente ridotto il numero di borse di dottorato per quest'anno e come l'ateneo abbia invece puntato sul lavoro gratuito: "La politica di questa amministrazione si caratterizza oggi per il suo immobilismo e la mancanza di qualsiasi investimento sul futuro. Occorre avviare un piano di assunzioni di nuovi ricercatori e dare seguito alla stabilizzazione degli stabilizzandi del personale tecnico amministrativo, come stabilito da un accordo che la stessa Università ha recentemente sottoscritto. E invece non viene fatto nulla di tutto ciò".

Studenti e precari chiedono di parlare più volte, ma è come se vi fosse un muro, e questa richiesta cade nel vuoto. La contestazione si trasforma così in una conferenza stampa fuori dall'aula, mentre il Rettore riprende la sua relazione senza fare alcun accenno rispetto a quanto avvenuto o alle domande che sono state poste, come se precari e studenti non esistessero.

E' stata una breve relazione quella di Pasquali che è partita proprio dalle difficile situazione finanziaria in cui versa il sistema universitario italiano: "Ancora una volta non posso evitare un esordio amaro e critico, imposto dall'accrescersi delle difficoltà finanziarie del nostro Ateneo, come del resto di ogni altro Ateneo italiano in varia misura".

"Da troppo tempo - ha detto subito dopo il professor Pasquali - assistiamo a un sostanziale attacco sistematico, mirato e coordinato, all'Università, a quella pubblica in particolare, gettando discredito su una istituzione che resta - nonostante tutto - la più importante fabbrica del sapere, della ricerca, dell'innovazione e della formazione culturale e civile del nostro Paese". Il rettore si è quindi concentrato sulle conseguenze negative causate dalle gravi difficoltà finanziarie in cui versa il sistema universitario italiano: "il vincolo assai stretto tra un pareggio di bilancio ogni anno più difficile e l'autonomia universitaria, obbliga all'adozione di misure fondate in buona parte su riorganizzazioni interne nei due grandi settori della didattica e ricerca e dell'amministrazione, attenti a non mettere a repentaglio la qualità del servizio".

Anche rispetto al disegno di legge governativo di riforma del sistema universitario, nel cui testo vengono individuati opportunità e limiti, il rettore sottolinea soprattutto una condizione determinante affinché la riforma possa conseguire i suoi effetti: "che non si pretenda il ‘costo zero', quello stesso ‘costo zero' che ha contribuito, per esempio, alla precaria attuazione della cosiddetta riforma del ‘tre più due'".

Per quanto riguarda l'Ateneo pisano, il professor Pasquali rivendica gli sforzi fatti per "proteggere" il settore decisivo della ricerca, "quello su cui convergono ancora le nostre migliori energie, tanto da mantenerci vantaggiosamente nella zona alta della classifica ministeriale". Quasi in fondo al suo discorso, il rettore cita le ricerche in ambito biomedico e nel settore delle nuove fonti di energia, come esempi importanti del contributo essenziale che i ricercatori universitari, con in prima linea quelli pisani, possono dare alla soluzione di problemi sociali.

L'ultimo passaggio del professor Pasquali è ancora una volta dedicato alla ricerca e alla necessità di legare in maniera sempre più solida ed efficace questo settore con quello della didattica. "La collocazione dell'Università di Pisa nel sistema universitario - conclude il rettore - deve caratterizzarsi per un'offerta formativa collegata sempre più strettamente alle attività di ricerca. Credo che solo una scelta di questo tipo possa garantire che il nostro Ateneo rimanga competitivo nel panorama nazionale e internazionale, conservando e magari migliorando quelle posizioni che ha saputo conquistarsi in prestigiose classifiche straniere".

Dopo la relazione del Rettore è seguito l'intervento del dottor Leonardo Maugeri, direttore Strategie e Sviluppo di Eni Spa e tra i massimi esperti mondiali di energia, su "Il futuro del petrolio, il futuro dell'energia". Infine si è svolta la cerimonia di conferimento dell'Ordine del Cherubino, il riconoscimento che viene assegnato ai docenti che hanno contribuito ad accrescere il prestigio dell'Università di Pisa per i loro particolari meriti scientifici e culturali o per il loro contributo alla vita e al funzionamento dell'Ateneo. L'Ordine del Cherubino è l'unica onorificenza concessa dall'Università di Pisa e viene conferito su proposta delle singole facoltà, con deliberazione del Senato Accademico. L'onorificenza consiste in una spilla in oro che raffigura, su un fondo di smalto celeste, una testa di cherubino con sei ali appesa a un nastro sempre di colore celeste.

Il rettore Marco Pasquali ha chiamato a ricevere l'insegna e il diploma nove docenti, disposti secondo l'anzianità di nomina: Claudio Maria Moreschini, della facoltà di Lettere e filosofia;
 Marco Vanneschi,
 di Scienze MFN; Carlo Alberto Veracini,
 di Scienze MFN; Paolo Moneta,
 di Giurisprudenza; Fabio Carlucci,
di Medicina Veterinaria e attuale prorettore per i Rapporti con il territorio; Emilio Vitale,
 di Ingegneria; Paolo Romano Coppini,
 di Scienze politiche; Stefano Bombardieri, di Medicina e chirurgia;
 Stefano Garzonio, di Lingue e letterature straniere.

Last Updated ( Wednesday, 10 March 2010 11:17 )