L'assemblea di facoltà di Lettere e Filosofia, svoltasi nell'ambito della settimana di mobilitazione contro il DDL Gelmini in un aula magna traboccante di ricercatori, studenti e docenti, ha visto nella sostanza il riconfermarsi, rafforzato da una partecipazione (non solo numerica) inedita in questa fase della mobilitazione, delle ragioni e delle forme fin qui sostenute dalle soggettività in agitazione. Accanto al progresso della lotta di ricercatori e docenti si è avuto il ritorno di un protagonismo studentesco che getta le basi per uno sviluppo sinergico delle prospettive di conflitto. Due i punti sanciti unanimemente in questa assemblea.
Il presidio al palazzo Steri (sede del rettorato), lanciato dagli studenti, nella giornata in cui il senato accademico presenterà l'offerta formativa per l'anno 2010/2011, senza tenere conto dell'indisponibilità all'assunzione dei carichi didattici aggiuntivi di una larghissima fascia di chi svolge compiti di docenza (pur senza averne alcun obbligo) dentro l'università, realizzando in tal modo un'autentica truffa a danno degli studenti.
Il blocco, attuato da ricercatori e docenti, qualora non venisse sospeso il manifesto degli studi, di ogni attività di docenza e degli esami di profitto e di laurea.
Si apre dunque un'estate di lotta per studenti, ricercatori e docenti determinati radicalmente sin d'ora a non lasciare più passare ulteriori passi verso lo smantellamento dell'università.


