Contro il G8 dell'università di Torino: l'Onda non vi sostiene, vi travolge!

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Dopo le mobilitazioni dello scorso autunno,  l'Onda torna in campo e si prepara ad affrontare la sua prossima e centrale scadenza: l'opposizione al G8 University Summit di Torino, città che ospiterà rettori e presidenti degli atenei degli Stati membri del G8, in compagnia di quelli di molti altri paesi del mondo. Un G8, quello di Torino, che, similarmente a quel che è avvenuto ed avverrà in tante e diverse città, preparerà il terreno e consisterà in un antipasto dell'appuntamento che sarà presenziato dal premier Berlusconi a L'Aquila il prossimo luglio. G8 italiano che sancirà la fine di un'istituzione (il G8 appunto) arrivata al suo esaurimento, complice la global crisis e la progressiva perdita di credibilità del tavolo tra "8 grandi", per lasciar la scena ad un G20 che ha fatto il suo ingresso a Londra, in uno scenario di assedio costruito dai movimenti...


Non basta una mano di verde per coprire la crisi!

Il summit di Torino, promosso dalla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), si propone quindi come diretto interlocutore dei capi di governo e Stato che si riuniranno quest'estate a L'Aquila, con l'obiettivo di far da "consiglieri" sui problemi dell'umanità e del pianeta, confidando sul presunto carattere "neutrale ed oggettivo" del sapere prodotto dalle università. Un incontro nel quale, nonostante la retorica tutta incentrata mediaticamente sul tema dello "sviluppo sostenibile", velina di comodo per la presentabilità del G8 torinese, si andranno a ritessere le fila concernenti la trasformazione dall'alto che governi e rettori stanno implementando nelle università. Non potrà quindi che esserci un'atteggiamento di contrapposizione netta nei confronti del G8 dell'università di Torino da parte di studenti e studentesse, ricercatori, dottorandi, lavoratori e lavoratrici! E' evidente quel che ha rappresentato dalla sua nascita l'istituzione G8, così come risaputo è il suo ruolo di istituzione cardine dell'ordine neo-liberista! Quel che palesemente stona è quindi la già sola intenzione di un'istituzione artefice e produttrice del piano di global crisis di candidarsi come organo deputato ad arginare e risolvere la crisi in corso. Nell'espropriazione di legittimi ruoli dentro i processi decisionali dei soggetti che han sempre dovuto subire i costi economici e sociali del sistema capitalistico (e che vengono individuati ancora come i destinatari delle perdite di sistema!) questo G8 è ancora a maggior ragione insostenibile! E' per di più insufficiente ridipingere di verde, boffonchiando di sviluppo sostenibile e ambiente, il G8 dell'università per tutelare la sua accettabilità: rettori imbianchini di un G8 senza credibilità di fronte a questioni come la devastazione ambientale e le diseguaglianze su scala mondiale, che non possono ritenersi esenti da responsabilità nell'aver, su diversi ma più livelli, plasmato i dispositivi della "globalizzazione neoliberista", contribuendo alla rimessa in discussione del carattere di "bene comune" dei processi di produzione e trasmissione dei saperi, nell'accettazione dei meccanismi e nell'impiego degli strumenti della finanziarizzazione, nella promozione di modi di produzione e d'uso dei saperi in aperto contrasto con la decantata "sostenibilità".


L'università in crisi, l'Onda non paga la crisi!

Nella crisi dell'università, giunta al suo impasse sotto la spinta dei movimenti, forgiata dalle direttive di ristrutturazione del sistema università, che oggi impatta anche dentro una global crisis che accentua ancor più una realtà, sulla scia del processo di Bologna, contraddistinta dalla subordinazione dei saperi al capitale, il che consegue irreversibilmente un impoverimento della formazione e della ricerca a discapito di chi vive l'università, quindi una mercificazione applicata ad un bene comune come lo spazio dell'università, nell'espropriazione che l'attuale modello di sviluppo perpetua a suon di privatizzazioni contro coloro che producono realmente la ricchezza sociale. E ancora più inaccettabile è il ruolo di cui rettori e presidenti delle università si arrogano: di rappresentanti del mondo accademico nel rapporto con l'istituzione G8, collettori non autorizzati tra università - dinamiche sociali - potere politico ed economico. Ciò non può che essere letto come ulteriore sintomo del processi di concentrazione e verticalizzazione degli organi e degli strumenti decisionali delle università in atto, nel fedele rispecchio che ciò trova nei discorsi e nei documenti della CRUI sulla governance. Quindi si ripropone lo schema in cui i rettori ed altre poche auto-elette figure del mondo accademico usurpano il diritto alla parola e alla partecipazione nei processi decisionali tutti quei soggetti corpo vivo dell'università, come diffusamente già accaduto in occasione della presentazione e contestazione dei diversi progetti di riforma dell'istruzione nel nostro paese: i movimenti studenteschi, l'Onda per ultimo, hanno dovuto e avuto la capacità di prender parola, usando linguaggi e strumenti a loro antitetici, tramite le assemblee le occupazioni i blocchi i cortei! Mobilitazioni queste, esplose in Italia Spagna Grecia Francia dietro lo stesso filo comune, che si sono date nella convergenza di 2 livelli di crisi: l'università è in crisi, immersa dentro un processo di trasformazione accellerato da una sapiente politica delle risorse da parte dei governi, il mondo è attraversato dalla global crisis, nell'esplicitazione del fallimento del sistema capitalistico oggi costretto a confrontarsi con i risultati del dogma del pensiero neo-liberista... L'Onda, nel suo autunno di mobilitazione e contestazione della riforma Gelmini, ha ben fatto presente la sua indisponibilità a pagare i costi di una crisi di un sistema che scarica sempre verso il basso le sue perdite e tensioni. "Noi la crisi non la paghiamo!" è stato ed è il biglietto di presentazione che l'Onda ha recapitato in faccia a tutti i produttori di crisi!


Contro l'insostenibile G8 dell'università! L'Onda non vi sostiene, vi travolge!

In avvicinamento al G8 University Summit di Torino è stata prevista una tappa intermedia a Palermo, con il G8 University Students Summit, che durerà l'8 e il 9 maggio. L'appuntamento siciliano è stato pensato con l'idea di traghettare il G8 al summit torinese di maggio. Nella città palermitana l'Onda sta organizzando la sua opposizione al vertice, che avrà il suo momento più alto nel corteo dell'8 maggio, con partenza da piazza Massimo. Anche a Torino è ovviamente partita la campagna in direzione ed in opposizione al G8 dell'università: l'Onda Anomala torinese ha lanciato la mobilitazione dai locali dell'università torinese, il che è andato in parallelo con la costituzione di una Rete contro il G8 di Torino che contiene al suo interno tutti i soggetti dell'università e non solo, passando per il 1 maggio, occasione nella quale l'Onda ha issato uno striscione di lancio del corteo nazionale del 19 maggio a Torino nel passaggio sotto il rettorato dell'università. A partire da questa settimana si è entrati nel vivo del percorso di contestazione del G8: banchetti mostre proiezioni e materiali contro il G8 quotidianamente attraversano l'atrio di Palazzo Nuovo, in direzione della 3 giorni di mobilitazione che partiranno da domenica 17 maggio fino a martedi 19 maggio, giornata dell'assemblea nazionale dell'Onda e del corteo in opposizione al G8.



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Last Updated ( Monday, 11 May 2009 12:09 )