(da repubblica.it) Protesta dell'Onda per l'arresto di quattro studenti bolognesi in seguito ai fatti avvenuti il 19 maggio scorso a Torino, in occasione del corteo contro il g8 delle Università. Gli studenti hanno prima occupato il cortile del rettorato chiedendo un incontro con il rettore uscente Pier Ugo Calzolari e il prorettore Paola Monaldi, poi, dopo aver cercato di forzare il cancello che si affaccia sul cortile adiacente a quello del pozzo hanno improvvisato un corteo su via Zamboni per raggiungere le due torri e bloccare il passaggio di bus e mezzi pubblici.
Al termine di una assemblea che si è svolta in mattinata gli studenti hanno provato ad entrare all'interno del Rettorato dell'universitá hiedendo un incontro con i vertici dell'ateneo. Trovando i cancelli chiusi, e dopo un vano tentativo di scardinare le porte d'ingresso, hanno deciso di "marciare" percorrendo via Zamboni fino alle Due Torri nel pieno centro cittá invocando la liberazione dei quattro "compagni" in carcere.
Qui si sono trovati di fronte alcune pattuglie delle forze dell'ordine. Non ci sono stati scontri, solo disagi per la circolazione di vetture e autobus bloccati dalla manifestazione. Gli studenti dell'Onda si sono poi riuniti nell'aula tre di via Zamboni 38, sede della Facoltá di Lettere e Filosofia. Questa sera è in programma un'assemblea in cui, probabilmente, verranno decise altre forme di protesta.
Gli arrestati nell'ambito delle indagini sui disordini al G8 Università in totale sono 21. I quattro studenti dell'ateneo di Bologna sono Alessandro Boggia, 22 anni, modenese; Marco Mattei, 27 anni, livornese; Ernesto Maria Rugolino, 22 anni, reggino; Francesco Zuanetti, 20 anni, veronese.
I quattro appartengono al gruppo antagonista "Crash" e dovranno rispondere dei reati di violenza aggravata e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Hanno tutti precedenti specifici di polizia e sono iscritti alle facoltà di Scienze Politiche, Storia, Biotecnologie e Scienze antropologiche. Nei loro confronti sono state eseguite anche perquisizioni durante le quali gli agenti hanno sequestrato gli indumenti, ripresi dalle telecamere, indossati dagli studenti durante i disordini di Torino.
L'onda: «La solita strategia per far salire la tensione prima del G8 dell'Aquila». Studenti in corteo verso il rettorato.
Faccia a faccia sotto le Torri tra studenti e polizia: dieci minuti di tensione e traffico in tilt, poi i ragazzi dell'Onda hanno fatto dietro front. Si è interrotto così a piazza Ravegnana il corteo che gli studenti avevano improvvisato per protestare contro il provvedimento di custodia cautelare emesso nei confronti di quattro studenti bolognesi, nell’ambito di un’operazione a livello nazionale su mandato della Procura di Torino in seguito ai disordini verificatisi in occasione del «G8 University Summit» del 19 maggio. Poco dopo l'una, la polizia, con cinque mezzi blindati e agenti in tenuta anti sommossa, ha bloccato il corteo che sfilava nella zona universitaria. I ragazzi, che volevano organizzare un blocco del traffico, sono tornati all'interno della facoltà di Lettere. La circolazione è stata bloccata per circa mezz'ora intorno a via San Vitale, verso le 14 la situazione si è poi ristabilita.
ASSEMBLEA - L'Onda ha indetto un’assemblea pubblica per questa sera. Poco prima gli studenti avevano occupato il rettorato per circa mezz'ora. Il cancello di entrata ha retto ai tentativi di ingresso di alcuni di ragazzi, che si sono diretti verso l'entrata principale, ostruendola con un tavolo di legno. «Chiuso per incapacità di comunicazione», hanno scritto su un foglio prima di lasciare l'edificio. Le proteste vanno avanti da stamattina. Già verso le 7 di questa mattina, alcuni ragazzi dei collettivi, una decina circa, si sono ritrovati sotto la questura. «A Bologna alle 6 di stamattina hanno arrestato quattro studenti», hanno spiegato nel corso del presidio improvvisato. «È il solito meccanismo finalizzato a far salire la tensione in vista del G8», che si svolgerà nei prossimi giorni a L’Aquila, «quella di oggi è una chiara e palese intimidazione, che colpisce in tutta Italia in maniera trasversale rispetto alle aree politiche di appartenenza». Sarebbero tre i capi di imputazione, secondo quanto spiegato in una conferenza stampa dai ragazzi dei collettivi e dall'avvocato Carlo Pressan: violenza e resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata relativamente ad un blocco praticato su una banca torinese e condotta minacciosa nei confronti del titolare di un agenzia interinale. I quattro ragazzi sono stati trasferiti al carcere della Dozza. Frequentano le facoltà di Scienze politiche, Scienze della formazione, Biologia e Lettere.
Renato Benedetto
06 luglio 2009


