Gli arresti e le perquisizioni di stamattina rispondono ad un preciso disegno del governo che mira a reprimere in maniera vendicativa il movimento dell'onda. Sono stati colpiti per ora ventuno compagni che hanno partecipato alle giornate di contestazione contro il G8 sull'università, ma noi rivendichiamo ogni gesto di quella giornata come pratica collettiva e condivisa.
A Torino c'era un'unica Onda, a Torino c'era “l'Onda”!
Il tentativo di dividere il movimento fra buoni e cattivi lo rispediamo al mittente. Da una parte c'è un governo che gestisce la crisi in modo autoritario, alimenta le paure della gente, uccide l'università. Dall'altra parte c'è chi non fa un passo indietro, e resisterà sempre un minuto in più. A Torino manifestavamo per un'università libera e contro le imposizioni dell'alto e non condivise. A Torino abbiamo manifestato per affermare il diritto al dissenso.
La tempistica di questi arresti è chiara: a ridosso del corteo di Vicenza e prima del G8 dell'Aquila, per intimidire chi si oppone a scelte ingiuste, per colpire chi fa politica tra la gente, nei propri territori. Si sceglie di colpire l'onda perchè è stato il primo movimento contro la crisi e perchè si ha paura che la forza dimostrata si estenda ad altri settori sociali. Ma il governo si metta il cuore in pace, perchè questo è un processo inarrestabile.
Oggi occupiamo il rettorato in solidarietà agli arrestati e contro le intimidazioni. Ma questa azione significa anche riaffermare una pratica che consideriamo legittima e mettere il dito nelle contraddizioni emergenti tra le istituzioni del nostro ateneo.
Gli effetti della crisi e della legge 133 si fanno sentire ora più che ad ottobre, con i tagli alle biblioteche, i tentativi di aumento delle tasse, i tagli ai corsi di studio, gli sbarramenti negli accessi, i contratti gratuiti per la didattica imposti ai precari della ricerca.
Esigiamo che gli organi di governo del nostro ateneo, il rettore e il senato accademico di domani, si esprimano finalmente in merito alle manovre del governo e che venga discussa una mozione di condanna rispetto alle misure repressive adottate.
Onda anomala Pisa
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Arresti di Torino: gli studenti occupano il rettorato


